Biografie

L'incanto del mare, la gioia della natura

Un’isola mediterranea ha fatto l’uomo e la sua arte. Di Piero Tarantino se non conoscessimo la biografia, potremmo ricavarla dall’opera. E’ solo una suggestione ?. Non direi.
Il mare è l’anima dei suoi dipinti.
Ovunque è acqua, senso di trasparenza, di vastità, di silenzio e di pace, un mare amico, benevolo, che accoglie l’uomo con i suoi sentimenti, le tristezze, le malinconie, le gioie, l’amore incondizionato per la vita e la bellezza della natura…. e crea l’artista.
Piero Tarantino è siciliano e fa il capitano di lungo corso. Se non passasse la maggior parte della sua vita sulla nave, tra mare e cielo, forse non dipingerebbe, almeno non così.
Nei suoi quadri si vede il lungo pensare, il maturare lento dei sentimenti nella lunga contemplazione dei suoi soggetti, vissuti, trasfigurati e poi fissati sulla tela attraverso un colore caldo e pastoso, dai toni armoniosi che riflettono le tonalità della natura: il grigio verde, che raramente giunge all’azzurro, del mare-cielo, (persi all’orizzonte l’uno nell’altro, senza soluzione di continuità tra brume marine e nebbie); il bruno della terra, che va dal giallo oro di certi campi al sanguigno di altri, in un gioco di luce sempre calda e avvolgente, ma mai nitida.
C’è sempre come un sottile, sottilissimo, quasi impercettibile a volte, velo di nebbia che si posa sui suoi paesaggi, o sulle figure femminili, trasportandoli in una sorta di atmosfera da sogno, dove il tempo sembra essere assente, dove gli elementi del paesaggio assurgono a emblemi di una realtà fuori della realtà.
L’attrazione per l’elemento liquido è molto forte, quasi ossessiva: anche quando rappresenta un paesaggio terrestre c’è sempre un corso d’acqua, un fiume, un canale con ponte o dei mulini. E tutto il resto vive come in funzione dell’elemento liquido: la fonte della vita.
Se vogliamo individuare uno stile nella sua pittura bisogna rifarsi all’impressionismo, a volte il suo tocco si fa quasi, vagamente divisionista. Il colore e la luce giocano certo un ruolo primario, ma anche il disegno ha la sua parte, anche se Tarantino preferisce non soffermarsi troppo sui particolari a vantaggio del pathos d’insieme. Spesso, infatti, le barche o gli scogli, un rudere o un faro acquistano una valenza quasi titanica, si caricano di una forte suggestione, come se volessero, con la loro eroica imponenza, rappresentare una sicurezza nella vastità della natura, in particolare del mare. Un mare, dicevamo, sempre in bonaccia, una presenza amica, quasi una metafora dell’esistenza quale potrebbe essere quella dell’artista, pago del suo navigare, toccare porti e terre senza mai fermarsi troppo: tale è il suo bisogno di acqua, anche quando è sulla terraferma; e sogni e sentimenti nel cuore, che comunica agli altri fissandoli sulla tela.

Valeria Orsi

 

Il reale nell’immaginario

Paesaggi, figure femminili…una pittura che ha il senso dell’umano e del familiare, il concetto della realtà della vita.
Nella tavolozza di Tarantino nasce la variegata sfumatura del verde della vegetazione che si accompagna nelle tele agli alberi che contornano gli scorci ambientali e conferiscono quel senso di umano e familiare a completamento delle sue possibilità artistiche. Nelle figure femminili e nei paesaggi si respira quell’atmosfera di avventura con la pregnante presenza umana nella forma di comunicazione in sequenza romanzesca. Il concetto della realtà della vita e alla base del relativo semantico con la chiarezza dell’amabile malinconia in pacata e diffusa serenità. La forma ed il colore di Piero Tarantino danno la misura del sogno dell’artista nella sua concentrazione e nella dimensione espressiva. La sua esigenza emotiva lo trasporta in evoluzioni artistiche che hanno come concreto riferimento, la trama cromatica e la tensione alla creatività.ogni opera prodotta dal Tarantino rivive secondo le esperienze culturali dello spettatore che ora ne coglie i riflessi, ora aperture che si infittiscono in oniriche ampollosità. E’ il reale che diventa immaginario: quel reale che si fonde nella dimensione matematica del supporto artistico e si tramuta nell’immaginario di grande valenza espressiva. Nella carica pittorica del Tarantino c’e’un faticoso percorso che si e’ tramutato in serena spiritualità. Si indovina un passaggio che gli e’ stato da filtro nelle riflessioni e nelle meditazioni col trionfo dei sentimenti sui possibili pentimenti e ripensamenti. Le presenze archeologiche le blandizie di un mare e le prepotenti figure femminili sono alcune delle notazioni che ci riportano nell’arte di Pietro Tarantino che come “La fonte dell’amore” da prova di professionalità di un amore nella pittura. L’armoniosa modulazione ha presenza nella trasparenza dei colori in una sintesi equilibrata di energie e di valori.Il disegno si sfuma assottigliandosi nelle linee e nel velo delle nebbie che avvolgono l’atmosfera. L’artista vive la sua operosità nell’armonia degli ondeggiamenti dei navigli continuando a scrutare quanto lo circonda e dilettandosi a seguire nei momenti di ispirazione, i soggetti che affiorano nel suo sentire. La delicatezza degli ambienti, mentre coglie lafflato naturale che nasce dalle forme assemblate nelle tele, richiama il suo naturale modo di intendere la sua espressiva semplicità nella gioia di vivere il mare e tornare a fantasticare.

Giuseppe Mendola

 

Artista che sfugge a qualsiasi tipo di definizione formale, più che minimalista, nell’assenza-riduzione prospettive del paesaggio urbano, si colloca invece nel solco dell’impressionismo, perché ha scelto della natura, il suo atelier all’aria aperta, non soltanto perché Tarantino cattura l’ineffabile luce delle sue vedute, ma per giungere ad una dimensione espressiva legata alla tecnica, di riprodurre insieme luce e colore, l’uno e l’altro cangianti continuamente, a seconda dell’ora, dei luoghi, della stagione, a seconda della posizione della sorgente luminosa. E poi fare del quadro il risultato di una fantasia genuina, di un nucleo narrativo, caratterizzato dalla raffigurazione di un precoce sentimento romantico.
Uno spazio sentito come aria luminosa e brillante, quell’inseguire il tono effimero della luce di cieli percorsi da nuvole estive di naturalismo, risolto mediante una solida e minuziosa definizione delle immagini, quasi con pennellate divisioniste, con la funzione di dilatare all’infinito il paesaggio, e che sono il segno della sua reinterpretazione emotiva della realtà più intima, mentre il miele del sogno si riflette nel valore della poesia coloristica, la sola che dilata lo scorrere della vita.
Alfredo Pasolino